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Giulia Elisa Massetti


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"L'amore per noi stessi ci induce a fare delle scelte di sacrificio, ma questo significa rispetto e consapevolezza del proprio organismo, molto più degli altri"

Giulia ha 17 anni, la Fibrosi Cistica le è stata diagnosticata dopo due giorni di vita dall'ospedale Salesi di Ancona.

"Le mie condizioni erano gravi, sono stata subito ricoverata, operata all'intestino e trasferita in rianimazione per oltre un mese e dopo una serie di cure intensive, grazie alla grandissima competenza dei medici, all'amore dei miei genitori e alla mia voglia di vivere sono ancora qui".

Dopo i primi anni di vita in cui la convivenza con questa malattia era per tutti difficile e fonte di ansia e preoccupazioni, la sua situazione si è andata stabilizzando.

"Nonostante sia stata sempre educata alla consapevolezza e all'attenzione nei confronti della patologia, ammetto che quando si è piccoli non è facile, non solo per le continue cure, ma anche nei rapporti sociali".

Per Giulia era difficile dare spiegazioni ai coetanei che chiedevano il perché delle medicine, degli enzimi che, sin da piccolissima, doveva assumere ad ogni pasto o della sua poca resistenza respiratoria.

Crescendo, dai 13 anni in su, ha iniziato, grado per grado, ad interessarsi di più alla patologia. Così ha cominciato ad entrare nel mondo della Fibrosi Cistica, non solo come paziente, ma anche come ‘militante': dagli stand allestiti dall'Associazione durante il periodo della raccolta fondi, alla partecipazione ad un calendario con pazienti FC ed atleti, sino quest'anno nell'organizzazione della partita di calcio con la Nazionale Italiana Cantanti, sempre con lo scopo di trovare fondi per la Ricerca.

"È fondamentale, secondo il mio punto di vista, che il paziente non veda il fatto di essere affetto da FC, ma come un motivo in più per amarsi e per condurre uno stile di vita altamente sano: per noi infatti è impensabile il fumo o l'assenza di attività fisica.

Crescere con la FC significa anche avvertire le grandi responsabilità che hai verso te stesso: devi conoscere la tua patologia e devi imparare ad ascoltarti. E' grazie a questi preziosi insegnamenti acquisiti dai miei fisioterapisti e dai medici curanti che ho la possibilità di condurre una vita normale, pur conoscendo quelli che una volta avrei chiamato limiti".

Giulia è riuscita a oltrepassare i "limiti"della FC: grazie alla fisioterapia costante e al tanto sport la sua iniziale scarsa resistenza respiratoria oggi è notevolmente aumentata, tanto che nelle gare di resistenza nel nuoto tra amici, l'unica che vince sempre è lei.

Pratica 5 ore di danza alla settimana, sia classica che moderna; tutti i giorni va a correre per circa un'ora e mezzo con il cane lungo le mura della città e quando ha qualche spazio libero va in palestra o in piscina. Può sembrare strano, ma è l'unica che nella sua classe ha un 10 in educazione fisica. Frequenta il terzo anno del Liceo Classico e tramite varie iniziative ha avuto occasione di parlare e di far conoscere la sua malattia.

"Importantissimo è non vergognarsi, far conoscere questa patologia e rendere attive il maggior numero di persone possibile nel volontariato".

Terminato il Liceo, le piacerebbe studiare giornalismo o teatro e continuare lo studio della musica e della danza. " Dopotutto, ho progetti per la mia vita futura, e questi riguardano anche FC".

Per Giulia è importante la sensibilizzazione di tutti per far conoscere questa patologia e prevenirla, affinché in questo modo possa aumentare il contributo verso la ricerca, per conoscere altri pazienti, altre storie ed altri modi di affrontare e vivere la fibrosi cistica.

Giulia



Alessandro di Paolo


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"Non sono contento ovviamente di avere questa patologia, ma anche con questa mia compagna di vita sono felice"

Alessandro nasce a Roma il 2 gennaio 1973 e sin da piccolo ha cominciato ad avere problemi più o meno gravi, problemi soprattutto respiratori.

"Mi ricordo la mia prima broncopolmonite all'eta' di 10 anni che mi ha bloccato a letto per 3 mesi( si faceva ancora la penicillina!!!). Comunque nessuna diagnosi, anzi ho fatto il test del sudore ma il risultato e' stato negativo."

Alessandro praticava molto sport, soprattutto calcio a livello agonistico, poi sul più bello, quando una squadra di serie A lo ha visto e gli ha proposto di giocare nelle sue giovanili, ha aggiunto una seconda tacca al palmares delle broncopolmoniti.

"Ho alzato la seconda coppa della mia vita! Ancora nessuna diagnosi, si e' pensato addirittura tubercolosi, ma per fortuna non e'stato cosi. Lo sport mi ha aiutato a superare affanni e ribellioni mentali. Mi chiedevo: perché tutto questo? Finalmente in una giornata romana di ottobre ho ripetuto al Policlinico Umberto I il test del sudore, che e' risultato positivo".

Per Alessandro l'impatto non e' stato delicato, anzi e' stato uno shock emotivo che lo ha bloccato un po' su tutto. La Fibrosi Cistica gli è stata diagnosticata dopo un ricovero dal 5 al 12 gennaio, date che non può dimenticare!

"Basta con lo sport, basta con la scuola, niente università: devo combattere con un mostro che neanche conosco...questo era il mio primo pensiero! Un amico,un giorno mi ha detto queste parole: non devi combattere contro nessuno, cerca di convivere con il problema e starai meglio! Vuoi per fortuna, vuoi perché ho una famiglia splendida che non si e' mossa a compassione anzi ha cercato sempre di stimolarmi, ho preso una laurea, ho giocato in serie B come pallavolista fino a 5 anni fa, sono arrivato a 12 broncopolmoniti, e' vero, ma soprattutto dopo quasi 20 anni dalla diagnosi, non combatto più con nessun mostro, convivo con un problema che se non lo avessi mi mancherebbe( questa e' una bugia!)".

Alessandro conosce i suoi limiti, sa che ci sono alti e bassi, problemi nuovi che possono sorgere, ma ciò che gli dà coraggio e forza e' sapere che qualora si dovesse presentare un problema, non gli mancherà la volonta' di trovare una soluzione. Non e' sempre tutto così semplice, gli capita ogni tanto di essere ospite del reparto ospedaliero, di fare terapie endovenose in caso di infezione rilevante, di tacere a molti amici questa cosa, forse per paura di non essere capito, forse per amor proprio, forse per non essere giudicato "Non sono contento ovviamente di avere questa patologia, ma anche con questa mia compagna di vita sono felice".

Alessandro



Tiziana Gilardi


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"Avanti nonostante tutto… vivere come un comandamento senza perdersi d'animo mai ..."

Tiziana ha 36 anni e scopre di avere la fibrosi cistica all'età di 18 anni.

"Dopo lunghe sofferenze e travagli, da allora sono seguita dal centro di fibrosi cistica di Milano e, tra alti e bassi, eccoci ancora qui gioiosi di vivere ogni giorno a pieno, apprezzando ogni istante di questa bella vita!!!"

Tiziana è mamma da 2 anni e la sua bimba si chiama "VITTORIA". Una vittoria sulla fibrosi cistica, per Tiziana e suo marito che hanno dato alla luce una bimba sana.

"Ne sono entusiasta, anche se dopo il parto le mie condizioni sono un po' peggiorate, ne è valsa sicuramente la pena. Spero di vederla crescere sempre di più per poterle trasmettere tutti i miei valori: il rispetto e l'entusiasmo di vivere che ho notato essere un po' il segreto di tutti noi con la fibrosi cistica."

Uno dei momenti più difficili della vita di Tiziana è stato dopo il parto. Sebbene l'emozione di avere accanto a sé Vittoria fosse tale da farle superare qualsiasi sofferenza, in realtà le sue condizioni fisiche peggiorarono.

"Dopo il parto sono cambiata totalmente, sono rimasta in ospedale per 3 lunghi mesi perché le mie condizioni di salute non erano affatto buone, tre lunghi mesi lontana da Vittoria. Sentivo la mancanza della mia bimba e mi sentivo in colpa per aver messo al mondo una bimba che non sapevo se avrei rivisto e se avrei mai cresciuto!"

Grazie alle cure ricevute, al suo ottimismo e all'amore di chi la circonda, come suo marito Gianluca, Tiziana vede crescere Vittoria ed è fiera della sua famiglia!

Tiziana



Verso il nuovo record mondiale

Preparati con noi per seguire in diretta il nuovo record mondiale di Gianluca Genoni, il grande apneista di Busto Arsizio, che a settembre in Liguria, cercherà di superare il suo attuale primato di 152 metri di profondità sotto il livello del mare. Dopo aver inaugurato la categoria delle discese con scooter subacqueo nel mondo delle immersioni, per questa prova verranno utilizzate attrezzature e misure di sicurezza ancora più innovative.

Gianluca Genoni


Il video del nuovo record

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"Il corpo e la mente si fondono con l'acqua fino a provare emozioni profonde"

La carriera di Gianluca Genoni come sportivo inizia all'età di cinque anni con l'iscrizione ai primi corsi di nuoto in piscina e le prime competizioni agonistiche.

L'attività agonistica viene coronata nel 1987 con un bellissimo quinto posto ai campionati italiani di nuoto nella specialità dei 200 rana.

Con l'inizio dell'Università abbandona la carriera agonistica del nuoto pur restando legato all'ambiente del nuoto, passando dalla parte dell'insegnamento. E' proprio in questo periodo che grazie ai lunghi periodi passati in piscina senza più la pressione degli allenamenti che Gianluca scopre l'apnea insieme ad un gruppo di amici colleghi che frequentavano il centro natatorio.

"da subito mi sono accorto che avevo dei numeri in più rispetto ai miei compagni, basti pensare che la prima apnea che ho fatto è stata di più di tre minuti".

Gianluca Genoni, primatista mondiale di immersione in apnea, nella sua lunghissima attività ha stabilito 17 record nelle varie specialità dell'apnea.

Il primo record arriva il 17 agosto 1996 a Siracusa, da sempre patria dei record storici di apnea di Enzo Maiorca, fino ai -152m stabiliti il 2 ottobre 2010 a Zoagli, dove è stato aiutato sia per la discesa che nella risalita da uno speciale propulsore elettrico. Inoltre, nel corso di una serie di esperimenti scientifici, ha stabilito l'incredibile record di apnea statica con 18'3"69 e primo uomo al mondo ha compiuto test in apnea a oltre 5200 m di altitudine ai piedi dell'Everest.

Da oltre 15 anni si dedica attivamente alla pratica dell' apnea profonda. A fianco di questa attività, Gianluca cura tutta una serie di iniziative volte non solo alla diffusione della pratica dell'apnea, ma anche all'applicazione extrasettoriale della disciplina mentale e atletica.

Scrive regolarmente rubriche su riviste di fitness e di subacquea, e nel 1999 ha pubblicato il libro "Emozioni...profonde” per la casa editrice Stampa Sportiva di Roma che racconta i suoi successi sportivi attraverso una lettura introspettiva del suo vivere.

Ora Gianluca vuole raggiungere un nuovo traguardo: lui che del respiro ha fatto uno stile di vita, vuole aiutare il respiro dei malati di fibrosi cistica.

Visita il sito ufficiale di Gianluca Genoni www.genoni.com



Donare un respiro è possibile

"Fare una donazione, anche piccola, vuol dire donare un respiro".

  • Donare un respiro vuol dire allungare la vita di chi è affetto dalla fibrosi cistica.

  • Donare un respiro vuol dire migliorare la qualità della vita dei malati.

  • Donare il respiro vuol dire contribuire ai progressi della ricerca scoientifica.

Se basta così poco per donare così tanto, perchè non farlo ora?



Ogni giorno

Le associazioni che fanno parte della Lega Italiana Fiborsi Cistica si occupano quotidianamente dei malati e delle loro famiglie.

Essere ogni giorno vicono ai malati, alle loro famiglie e ai loro amici vuol dire affontare con loro i problemi quotidiani.

La salute, il lavoro, i rapporti affettivi, fanno parte dell'universo personale di tutti noi e sono ancor più importanti e critici per chi è affetto da una patologia come la Fibrosi Cistica.

La Lega è con loro, ogni giorno. Se vuoi saperne di più visita il sito web:
www.fibrosicistica.it



Respirano con noi

Respirare insieme per noi vuol dire lavorare in gruppo per sconfiggere la fibrosi cistica.

Per raggiungere risultati importanti servono tenacia, idee chiare e braccia forti, anche e sopratutto quelle degli altri.

Al nostro fianco in questa campagna:








Il respiro ...

"Se alle creature Tu togli il respiro, o Dio, muoiono e ritornano nella polvere. Se invece mandi il tuo spirito, le cose sono create, e rinnovi la faccia della terra". (Sal 104, 29-30)


Respirare: dal latino respirare, composto dalla particella re nel senso di addietro e spirare, soffiare. Trarre l’aria nel polmone e con moto contrario rimandarla fuori; figurativo: cessare la fatica, uscire dall’affanno, prender ristoro, sollievo. Pensiero angoscioso: trattenere il respiro. (Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana)

Breve “storia” del respiro
La maggior parte delle cellule del nostro corpo ha bisogno di ossigeno per bruciare gli alimenti e produrre l’energia necessaria per la sopravvivenza. Ma nessuna di esse è in grado di utilizzare direttamente l’ossigeno dell’atmosfera: tutte necessitano, con la sola eccezione di quelle della cornea, di un sistema che le porti ossigeno attraverso la respirazione, la circolazione del sangue e la fitta rete di capillari che perfonde il nostro organismo. Che l’uomo abbia bisogno di respirare per vivere, è una nozione antecedente ai primi medici noti dell’antichità, Aristotele ed Esculapio. Gli Egizi, per esempio, avevano già ben chiaro il concetto di vascolatura, che chiamavano metw. Ma solo nel 1771 il farmacista svedese Karl Wilhelm Scheele scoprì il principio fondamentale della respirazione, l'ossigeno. La sua scoperta, però, non fu riconosciuta e solo qualche anno più tardi fu Joseph Priestley, che fece le medesime osservazioni indipendentemente da Scheele, a ricevere il riconoscimento pubblico. Nel 1774, Antoine Laurent Lavoisier diede il nome all'elemento e pochi anni dopo ne accertò la funzione indispensabile nella respirazione.

Stimoli e muscoli che intervengono nella respirazione a pressione negativa
Dai centri respiratori situati nel tronco encefalico (bulbo e ponte) parte uno stimolo nervoso sempre presente che, attraverso vie nervose motorie, induce la contrazione dei muscoli inspiratori (diaframma, scaleni, intercostali esterni), che determinano l'aumento di volume della gabbia toracica e, di conseguenza, una pressione negativa intratoracica.

L'aria inspirata percorre le vie aeree (vie nasali, rinofaringe, laringe, trachea, bronchi in ordine successivo) fino agli alveoli polmonari, dove hanno luogo gli scambi gassosi.

Negli alveoli polmonari, per un fenomeno di diffusione, l'O2 passa dall'aria al sangue e la CO2 dal sangue all'aria. Gli alveoli polmonari nell'adulto sono circa 300 milioni e hanno una superficie totale di scambio tra i 70 e i 100 m²

Una volta che i polmoni hanno raggiunto la loro massima espansione, i centri nervosi presenti sulla superficie esterna di essi inducono il blocco dello stimolo da parte del tronco encefalico causando quindi il riabbassamento della gabbia toracica e l'innalzamento del diaframma.

Alla ricerca dell’ossigeno
L’atmosfera terrestre contiene oggi il 21% di ossigeno (il resto è il gas inerte azoto), ma nel passato questo valore fu oggetto di enormi variazioni. Gli scienziati dicono che, del tutto assente sulla Terra fino a 600-900 milioni di anni fa, la quantità di ossigeno nell’atmosfera cominciò a crescere gradualmente ed alcuni sostengono che circa 300 milioni di anni fa esso potesse essere presente a concentrazioni molto più alte di oggi. Addirittura potrebbe avere toccato il 30-33%, limite per la combustione spontanea! Strano a dirsi, l’ossigeno è una spada a doppia lama perché tossico ad alte concentrazioni. I chimici conoscono la molecola di ossigeno col nome tecnico di di-radicale, ovvero di sostanza altamente reattiva.

La percentuale di ossigeno nell’aria è rigorosamente costante (20,95%, il resto è azoto, l’inquinamento dell’aria non c’entra) in qualunque punto della Terra ed a qualunque altezza, ma con l’altitudine diminuisce la densità dell’aria e quindi anche la quantità di ossigeno presente. Sul punto più alto della Terra (Monte Everest), la quantità di ossigeno presente è circa un terzo di quella disponibile a livello del mare. Prima ancora degli alpinisti, furono i viaggiatori in mongolfiera a sperimentare sulla loro pelle il ruolo critico dell’ossigeno nella respirazione. Nel 1862, Henry James e Coxwell Glaisher, volando a 8850 m a Wolverhampton, riportarono: ".. Braccia e gambe rimasero paralizzate, ci siamo accorti di diventare ciechi e di avere difficoltà nel parlare, e perdemmo coscienza... ", ma al ritorno, poterono recuperare pienamente le loro capacità. Meno fortunati, qualche anno più tardi, Sivel, Tissandier e Croce-Spinelli, a 8000 m, che persero coscienza e solo Tissandier sopravvisse.

Così importante da non farci caso
E’ ogni atto con il quale si immette nei polmoni (ispirazione)e si espelle(espirazione)l’aria. Movimento ritmico di immissione e di emissione dell'aria per mezzo del quale si attua il processo della respirazione. Il respiro è l’unico sistema fisiologico del nostro corpo che è controllato sia inconsapevolmente dal sistema vegetativo sia consapevolmente dalla nostra volontà.  L’ ora della nascita non è quella dell’uscita dal ventre materno, ma quella del primo respiro. Anche la morte viene descritta come l’esalazione dell’ultimo respiro. Ne deriva che la vita umana, come la consideriamo noi, è quella porzione di coscienza che va dal primo respiro autonomo, la nascita, all’esalazione dell’ultimo respiro, la nostra morte fisica.

Tante soluzioni per un unico scopo: respirare
Ci sono numerosi modi per far diffondere l'ossigeno nei tessuti. La respirazione può avvenire internamente all'individuo o esternamente ad esso. In genere, più è alto il livello evolutivo dell'animale più la respirazione tende ad essere interna. Anche le dimensioni giocano molto a favore del tipo di respirazione che l'individuo possiede (tendenzialmente, dimensioni più ridotte sono associate ad una respirazione epidermica esterna).

Modalità di respirazione negli animali
Alcuni anfibi come le rane scambiano ossigeno ed anidride carbonica per la maggior parte tramite la pelle costantemente umida. A differenza delle rane, i pesci aspirano l'acqua, che passa attraverso le branchie, speciali filtri che lasciano passare solo l'ossigeno e l'anidride carbonica.

Scambio diretto
Lo "scambio diretto" è un processo non mediato da strutture particolari per la respirazione, che avviene per via epidermica. Quando l'animale ha dimensioni ridotte, l'ossigeno può diffondere liberamente nei tessuti, giungendo a tutte le cellule dell'individuo in tempi molto brevi. Un tipico esempio di animali a scambio diretto sono i Platelmiti(vermi piatti) oppure i Poriferi (spugne).

Perfusione
Il meccanismo respiratorio di perfusione è mediato da un sistema circolatorio, seppure blando. Avviene per via epidermica come lo scambio diretto, ma l'ossigeno viene portato più in profondità dal sistema circolatorio che provvede a rifornire tutte le cellule dell'individuo di O2, scambiandolo con l'anidride carbonica(CO2).

Scambio tramite trachee
Lo scambio tramite trachee è una peculiarità degli insetti. È un sistema molto efficiente per la respirazione, ma richiede dimensioni molto ridotte. Gli insetti presentano una serie di "fori" sulla superficie detti spiracoli. Gli spiracoli posseggono un meccanismo di apertura-chiusura che consente di non far disperdere all'insetto umidità e calore interno quando non necessario. Quando l'insetto è a riposo, gli spiracoli sono chiusi e l'individuo è in uno stato di "apnea". Quando l'insetto è in movimento, gli spiracoli sono aperti e lasciano passare l'aria tramite le trachee alle sacche aeree ed alle tracheole. Le trachee penetrano in profondità nell'insetto e diffondono l'ossigeno in tutti i tessuti. Le sacche aeree sono un rudimentale abbozzo di protopolmone, sono disposte linearmente lungo l'insetto ed hanno la stessa funzione delle trachee. Questo tipo di respirazione alternata degli insetti è chiamata "respirazione ciclica".

Branchiale
I pesci, i crostacei ed alcuni anfibi respirano con le branchie. Le branchie possono essere esterne nei pesci e in alcuni anfibi, oppure interne nei crostacei. Composte da arco branchiale e filamenti branchiali estremamente vascolarizzati, le branchie esterne usano un meccanismo di scambio dei gas chiamato "scambio controcorrente". I pesci nuotano tenendo aperta la bocca, facendo scorrere l'acqua attraverso i filamenti branchiali in direzione opposta al verso circolatorio. In questo modo lo scambio gassoso è efficientissimo, consentendo il massimo grado di ossigenazione del sangue. Per quanto riguarda le branchie dei crostacei, essendo strutture interne non hanno la possibilità di effettuare lo scambio controcorrente. Le branchie interne sono molto meno efficienti delle branchie esterne in ambiente acquoso, tuttavia consentono una minima respirazione anche in ambiente terrestre.

Respirazione mista (epiteliale-polmonare o a pressione positiva)
Questa tipologia di respirazione è tipica degli anfibi come le rane. La respirazione polmonare non è ancora sufficientemente efficiente per sopperire totalmente al bisogno d'ossigeno dell'animale e quindi è integrata da una respirazione epiteliale. L'epitelio degli anfibi è altamente vascolarizzato, sottile e ricoperto di muco per favorire la diffusione dell'ossigeno attraverso i tessuti. Per quanto riguarda la respirazione polmonare o a pressione positiva, l'aria è fatta entrare nella cavità boccale e successivamente spinta, mediante innalzamento del palato, nei polmoni. Una volta effettuato lo scambio polmonare, l'anfibio riapre la bocca facendo "sgonfiare" i polmoni e facendo fuoriuscire l'anidride carbonica.

A pressione negativa
La respirazione a pressione negativa è presente nella maggior parte degli organismi vertebrati come rettili e mammiferi. Essa assicura il rifornimento di aria ricca di O2 agli alveoli polmonari e l'emissione all'esterno dell'aria ricca di CO2 mediante l'aumento di volume della gabbia toracica che causa una riduzione della pressione all'interno dei polmoni e l'ingresso di aria per gradiente di pressione.

Doppia inspirazione
E' un meccanismo respiratorio proprio degli uccelli. La doppia inspirazione è un processo respiratorio che prevede due cicli respiratori. Gli uccelli posseggono un apparato respiratorio formato da una laringe, sacche aeree posteriori, polmoni, sacche aeree anteriori e nuovamente laringe. Il primo ciclo inspiratorio spinge l'aria dalla laringe alle sacche aeree posteriori e successivamente nella parte bassa dei polmoni, dove avvengono i primi scambi gassosi. Il secondo ciclo inspiratorio porta l'aria dalla parte bassa dei polmoni, dove si completano gli scambi gassosi, alla parte alta dei polmoni ed infine alle sacche aeree anteriori. Dalle sacche aeree anteriori l'aria viene infine eliminata all'esterno tramite la laringe, completando il secondo ciclo respiratorio.

Mitologia del respiro
L'aria e il respiro sono sempre stati legati alla vita e alla mente. La mitologia ebraica riconosce l'importanza del "soffio vitale" con cui Dio anima la materia inerte infondendogli la vita e la coscienza, e in tutte le antiche tradizioni mediche, il termine "aria" comprendeva sia il significato corporeo di "energia vitale” che il significato “psichico" di energia legata alla mente e alla coscienza. L’aria è anche la più essenziale tra le alimentazioni: è possibile restare molti giorni senza cibo, qualche giorno senza liquidi, ma solo pochi minuti senza aria. Nella medicina tibetana l’aria -“rlung" - è la funzione fisiologica più correlata alla mente e alle sue alterazioni, ed il suo controllo è la base della cura delle malattie psichiatriche. La medicina ayurvedica considerava il "pranayama" - il controllo del prana-respiro - come base sia dell’equilibrio fisico che dell’intero percorso spirituale dello Yoga. In Cina il "C’i” rappresenta la base del Tai C’i e del Qi Gong, i due sistemi di riequilibrio energetico della medicina e dell’evoluzione spirituale taoista.

Cos'è la Fibrosi Cistica

La fibrosi cistica (o mucoviscidosi) è una malattia genetica, il cui difetto di base consiste nella produzione di una proteina alterata chiamata CFTR. Questa proteina provoca una anomalia nelle secrezioni esocrine dell’organismo, con il risultato di una anormale produzione delle stesse, che sono dense e viscose.

La presenza di queste secrezioni anormali determina un danno progressivo degli organi coinvolti.

Dal punto di vista clinico, la fibrosi cistica è una malattia cronica: ciò significa che la persona che ne è affetta ha la malattia per tutta la vita.

Se vuoi saperne di più visita il sito web:
www.fibrosicistica.it



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